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Articolo pubblicato su Il Mattino di Padova il 15 Febbraio 2006
ZAMPA "PERICOLOSI" I PADRONI NON I CANI

Sono veramente perplessa! Mi stupisco come davanti a tanti articoli sui cani pericolosi nessun lettore si sia espresso a riguardo. Sono una ragazza che ha sia esperienza lavorativa sia di vita con i cani e durante questo iter ho imparato alcune regole fondamentali che mi permettono di convivere con i suddetti…si perché esistono alcuni particolari accorgimenti che molte persone ignorano quando si ha a che fare con gli animali. Elencarle tutte è impossibile. Diciamo che la prima più importante per quanto scontata è che il cane è un animale!
Non è un essere umano e non è nemmeno un oggetto, quindi ha esigenze e caratteristiche proprie e diverse dalle nostre. Molti pretendono che il famoso ”amico dell’uomo” sia un qualcosa di programmato, accondiscendente e che soddisfi ogni nostro capriccio, un giorno lo vogliamo aggressivo contro gli intrusi,un altro vorremmo che scodinzolasse con le ciabatte in bocca e i figlioletti in groppa. Purtroppo non essendo il genio dei desideri, vive spesso in una nostra
fantasia e quando ci accorgiamo nella realtà non è come ce lo immaginavamo, ce ne sbarazziamo con le scuse più eleganti. Il cane è la somma delle inclinazioni genetiche più l’educazione che gli viene impartita, dalla prima fase chiamata imprinting alle abitudini. Le inclinazioni comportamentali genetiche hanno la loro importanza ma direi che soprattutto nei molossi o molossoidi quel che più forma il carattere del cane è l’educazione che gli viene impartita fin da cucciolo…si pensi a tutte le cose che riusciamo a far fare al discendente del
lupo oggi..non dimentichiamoci che era un predatore in origine! E indovinate di chi è l’onere di educare il cane?del padrone ovviamente..in più è dimostrato che i cani assorbono i nostri atteggiamenti, comprese le nevrosi e le emozioni. Tutto ciò porta alla conseguenza logica che i cani cosiddetti “pericolosi” siano la conseguenza (per la maggior parte dei casi) di padroni incapaci di educarli,soprattutto quella tipologia di padroni che vogliono una macchina da difesa e
che improvvisamente non sono più in grado di controllare per infiniti motivi.
E’ ovvia la considerazione successiva.. se io educo male un cane di cinque, sette, dieci chili si mi potrà far male ma nulla di grave.. se io educo male un cane da trenta passa chili si capisce che poi scattano le tragedie. E’ per questo che non consiglio mai molte razze alle famiglie con bambini piccoli soprattutto alla prima esperienza. Perciò rimango interdetta quando viene abbattuto un cane aggressivo perché dentro di me so che la causa sarà nuovamente un’ incapacità umana. Conosco addestratori e cinofili in grado di recuperare cani”pericolosi” e
reintrodurli in contesti diversi dalla vecchia famiglia e personalmente mi sembra il minimo che un padrone debba cercare di fare per cominciare a prendersi le sue responsabilità.

 

Dott.ssa Lucia Fontanini

 

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